INFORMATICA: EMILIA-ROMAGNA 3/A IN ITALIA PER SPESA UTENTI

 
BOLOGNA, 14 MAG - Con l' 8,1% della spesa nazionale in tecnologie informatiche, l' Emilia-Romagna è terza in Italia, dietro solo a Lombardia (23,3%) e Lazio (18%), ma prima di regioni ad alto tasso di sviluppo come Piemonte (7,8%) e Veneto (7,3%). In cifre, la spesa in Emilia-Romagna è pari a 1,82 miliardi, di cui il 28,5% riguarda la sola provincia di Bologna. Dopo il capoluogo seguono le province di Forlì-Cesena (14,4%), Modena (13,3), Parma (11,4), Reggio Emilia (9,4), Ferrara (7,4), Ravenna (6,5), Piacenza (4,7), Rimini (4,3%).I dati sono stati diffusi nell' ambito della presentazione del Club TIEr, un' associazione privata che raggruppa professionisti e manager del settore che promuovono con varie iniziative lo sviluppo del comparto e dell' innovazione. Il Club Ti Emilia-Romagna fa capo alla FIDAInform, una federazione nazionale che riunisce otto Club distribuiti a livello nazionale (si trovano a Torino, Milano, Padova, Genova, Ancona, Roma, Napoli) a sostegno dello sviluppo dell' informatica e di un sistema di regole per il suo impiego che in Italia stenta a decollare. Presidente del Club TiEr è Riccardo Maiarelli, titolare di Icos spa di Ferrara, città in cui ha sede la nuova associazione, presso la locale Confindustria. Del consiglio direttivo fanno parte Flavio Bonfatti, docente di Informatica all' Università di Modena; Gaudenzio Garavini, direttore generale organizzazione, personale, sistemi informativi e telematica della Regione Emilia-Romagna; Varisto Preti, vicedirettore di Cedacri; Gabriele Ubaldini, ad della società Kelyan del gruppo Bernabé; Roberto Vancini, direttore generale di Acanto, società telecomuncazioni del gruppo Hera. I soci del Club aderiscono a titolo personale e non in quanto appartenenti a una organizzazione. Sulle disparità di spesa in informatica tra le diverse province della regione, Maiarelli ha detto che le differenze sono legate all' esistenza di grandi gruppi produttivi o di settori della pubblica amministrazione che possono o meno fare investimenti di rilievo. Il Club - ha precisato - è aperto a tutte le professionalità che gravitano attorno all' 'Information & Communication Technology' come direttori di sistemi informativi, manager e imprenditori di aziende del settore, docenti e ricercatori Ict sia del pubblico che del privato. Tra gli obiettivi dell' associazione - ha spiegato - la promozione di sinergie tra privati, istituzioni, università; la realizzazione di convegni e interventi di formazione professionale; l' organizzazione di incontri con interlocutori istituzionali nazionale e internazionali."L' Italia è in grave ritardo nell' uso delle tecnologie, come attesta l' 1,9% del Pil di investimenti contro la media Ue del 3,5%", ha concluso Maiarelli, sottolineando la necessità "di lavorare per un cambiamento culturale e anche per creare un sistema di governance in un settore caratterizzato ancora da una totale assenza di regole".Il sito è www.clubtier.org.
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